Giovani del 2000



Informazione per i giovani del III millennio numero 49 Giugno 2013

Direttore: Cav. Virgilio Moreno Rafanelli

Vice Direttore: Maurizio Martini

Redattori: Massimiliano Matteoni e Luigi Palmieri

Collaboratori di redazione: Giuseppe Lurgio e Natale Todaro

Redazione: Via Francesco Ferrucci 15 51100 - PISTOIA
Tel. 057322016
E-Mail: redazione@gio2000.it
Sito internet: www.gio2000.it

Tipologia: periodico trimestrale

Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Firenze al n. 4971 del 26.06.2000

Gli articoli contenuti nel periodico non rappresentano il pensiero ufficiale della redazione, ma esclusivamente quello del singolo articolista.


ELENCO RUBRICHE

In questo numero:

Editoriale
Nel mezzo del camin...
di Mario Lorenzini
Comunicati
NovitÓ presso la casa vacanze di Tirrenia
di Maurizio Martini
Cucina
La cucina di Sonia
Hobby e tempo libero
Tutti i colori del Cile
di Gianfranco Pepe
Estate e abbronzatura
di Maria Grazia Sales
Musica
Intervista a Patrizia Carlotti
di Giuseppe Lurgio
NormalitÓ e handicap
Diversamente Bergamo
di Roberta Borali
Patologia
Nutrirsi di salute: le combinazioni alimentari
di Rossana Badaschi
Racconti e poesie
Omaggio a Gioia
di Rosario Cosimo
Musica in me
di Patrizia Carlotti
Al brigadiere dei Carabinieri Giangrande
di Antonella Iacoponi
Riflessioni e critiche
Champagne
di Renzo Coletti
Satira
Per sorridere un p˛
di Giuseppe Lurgio
Sport
Un due e tre!
di Massimo Vita

Editoriale

Nel mezzo del camin..."

di Mario Lorenzini

Di quest'Italia, sempre la stessa, dilaniata dalla crisi.
Siamo giunti ormai a un nuovo stadio di peggioramento del nostro stato sociale: come riportano quasi tutti i d i nostri giornali, in aumento il numero dei disoccupati, delle aziende che chiudono, delle famiglie in difficoltà e purtroppo, come conseguenza dei suicidi. Persone capi di famiglia o imprenditori imbrigliati dal nostro strozzino ufficiale, il fisco.
Ma come si può, in tutta coscienza, continuare a portare avanti una situazione del genere? E sto puntando il dito, se non lo aveste ancora capito, su chi tiene le redini del nostro paese. I nostri capi di stato, bravissimi e capacissimi tecnici e burocrati, ma solo per tirare l'acqua al loro mulino. La nostra penisola non doveva finire così! Dato che, dal punto di vista logistico, abbiamo un sacco di risorse; vuoi il turismo con le città d'arte da un lato e gli stabilimenti balneari o simili dall'altro. Vuoi anche per le industrie che sfornano oggetti tecnici di alto livello, ma che vanno a finire su mercati esteri, e persino la creatività dei grandi e piccoli artigiani con manufatti di grande pregio e prodotti alimentari di valore (il nostro spumante è migliore dello champagne francese, lo sapevate?) sostituiti da più economici ma scialbi tarocchi.
Eppure, a dispetto di tutto questo ben di Dio ci siamo ritrovati come se avessimo sotto i piedi il deserto africano e un manipolo di analfabeti al comando. La nostra florida nazione ha progressivamente sperperato, sciupato, tutto quel che aveva.
Forse adesso è tardi per rimediare? Beh, completamente e in poco tempo, chissà? Ma non impossibile. Ma non in questa maniera, ossia dicendo di dare occupazione e spazio ai giovani, poi invece facendo ricoprire cariche importanti a persone vicine all'alzheimer. E poi diminuire, ma solo per modo di dire, i costi della politica; che non è solo onerosa per i costi delle mansioni fittizie o multiple e inutili, ma per la sovradimensione di questo organo rispetto ai cittadini italiani. Diciamo di agevolare le imprese con sgravi fiscali, ma di concreto che cosa c'è? E gli incentivi che stanno proponendo a chi effettua ristrutturazioni? E' solo un trucco per eliminare il nero...e i soldi per queste sovvenzioni magari verranno ripagate da noi fra un po' di tempo perché il governo, al suo attivo, non ce li ha.
Ma giustamente è senza denaro: ha dovuto sborsare quattrini per acquistare aerei militari costosissimi , deve far finta di avere una tolleranza e accoglienza tale da far aumentare gli immigrati (regolari e non) in un modo che non ha parametri di paragone con altri paesi europei e oltr oceano.
Insomma, questo era il Bengodi, e tutti hanno fatto finta di non accorgersi delle sue contraddizioni.
Fieri e orgoliosi di che cosa? della mafia anziché di una giusta legalità? Delle bugie che rifiliamo ai nostri elettori e all'estero, a cui non crede più nessuno.
Quando cambieranno? Quando cambieremo?

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Comunicazioni

NovitÓ presso la casa vacanze di Tirrenia"

Di Maurizio Martini

Informiamo i lettori che presso il centro "Le torri" di Tirrenia, Pisa, nota struttura
storica per non vedenti, la nuova gestione che ha preso possesso da
quest'anno, organizza, nei mesi estivi, dei concerti di musica leggera.
Tali serate sono tenute da una nostra collaboratrice, Patrizia Carlotti, di cui
troverete in questo numero la sua intervista.
Le date previste sono le seguenti:
8 e 22 giugno, 6 e 27 luglio, 3 e 15 agosto e infine 7 settembre.
Per informazioni è a disposizione il numero telefonico di Tirrenia 050 32270.
Potrete cogliere l'occasione per conoscere le novità e le promozioni che la
nuova direzione propone.

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Cucina

La cucina di Sonia"

Ciao a tutti!

Avete gia pensato alle vacanze estive?
Sicuramente leggerete il nostro periodico proprio quando siete intenti a divertirvi e rilassarvi,e
avrete poca voglia e poco tempo per mettervi ai fornelli con pietanze complicate e impegnative!

Allora vi propongo delle ricette facili e veloci e che vanno bene sia per il mare, sia per la montagna
e che potrete gustare in allegria con i vostri amici!

Premetto che per semplificare il tutto non ci saranno primi o secondi,ma semplicemente insieme di
preparazioni.
Ecco quà le ricette!

Torta di patate e legumi.

dosi per 5 persone:
5 patate,
3 etti di legumi misti,
3 etti di pane grattuggiato,
3 etti di parmigiano,
5 uova.noce moscata,
un pizzico di cannella,
peperoncino se piace..

Preparazione:

Lessate le patate con la buccia,
e a parte, lessate i legumi.
Quando sono cotte le patate, lasciate raffreddare un po, e poi con un coltellino, sbucciatele.
Schiacciate tutto insieme con la forchetta le patate e i legumi che in precedenza avevate scolato.
Ora aggiungete le uova, il pane grattuggiato, e il parmigiano.mescolando bene.

È il momento di aggiungere le spezie: cannella, noce moscata, e peperoncino Mescolando ancora
bene affinchhè sia tutto ben amalgamato.
Ora prendete una teglia da forno. Io uso quella in silicone. Se non ne avete utilizzate una teglia
antiaderente avendo cura di mettere sul fondo olio e pane grattato affinchè non attacchi..
Dopo di ciò versate il composto nella teglia e con un cucchiaio livellate la torta.
Infornate a 180 gradi per 45 minuti.
Potete mangiarla anche fredda!

Insalata di pollo con maionese vegetale.
Prepariamo la maionese:

Un litro di latte di soia

una bottiglia di olio di semi di girasole,

limone, e sale quanto basta.

In una grande ciotola mettete il latte di soia, e l'olio.
Tanto olio metterete e tanto più densa verrà la maionese. Frullate con un frullatore a immersione per
almeno 10 minuti prima di aggiungere limone e sale.Quindi assaggiate e se è il caso aggiungete
altro limone o sale continuando a frullare per almeno altri 10 minuti.
Quando vi accorgete che non è piu liquida mettetela per 3 ore in frigorifero.
Intanto lessate il pollo e lasciatelo raffreddare.
In una capiente ciotola spezzettate il pollo dopo averlo disossato, e ricopritelo con la maionese
vegetale.
Mescolate bene,se volete aggiungete qualche foglia di insalata bianca.

Altra soluzione di di sicuro effetto estetico e quella di mettere una foglia di insalata sotto il piatto e
poi adagiarvi sopra l'insalata di pollo e infine completare con un altra foglia sopra il piatto..

Marmellata di pomodori:

In una casseruola anti aderente e con i bordi abbastanza alti mettiamo dei pomodori ben spezzettati
con olio, sale e poca acqua.
Facciamo bbollire per un ora aggiungendo acqua se necessario fino a che si formi una spece di
marmellata rustica. Non importa se i pezzi di pomodoro saranno alcuni grandi alcuni piccoli.

Ora con questa marmellata possiamo divertirci a fare tanti panini!

Possiamo anche abbinarla alla maionese vegetale.
Allora mettete in moto la fantasia e sbizzarritevi!
Ecco alcuni suggerimenti!

Panino con marmellata di pomodori e tonno,

Panino con marmellata di pomodori e maionese vegetale piu prosciutto, Panino con marmellata di
pomodori piu scamorza.

Mi fermo quì perchè sicuramente sarete bravissimi a trovare altri abbinamenti!

E ora il dolce!
Non c'è estate e allegria se non c'è un bel dolce fresco!
Eccone uno molto adatto al periodo e si chiama,Bicchiere a piu strati.
Tagliamo a piccoli pezzetti un ananas,e poniamolo nel bicchiere.
Poi della ricotta fresca facendone un'altro strato Poi sbattiamo uovo e zucchero, e lo versiamo
sopra,se non piace l'uovo potete mettere solo lo zucchero.

Continuiamo ancora con uno strato di cocco e mandorle finemente tritate,ed infine, una nuvola di
panna montata!
Non mi rimane che augurarvi, buona estateeeeeeee!

 

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Hobby e tempo libero

Tutti i colori del Cile"

di Gianfranco Pepe

Le circa 20 ore di volo che abbiamo affrontato solamente per i trasferimenti interni , possono dare un'idea della
vastità di questo paese e giustificare le incredibili diversità dei luoghi che abbiamo avuto il piacere di visitare. Un
paese verticale, lungo più di 4.300 chilometri e largo in media solamente 200, la cui costola orientale è
rappresentata dalla Cordigliera delle Ande con i suoi innumerevoli vulcani, quasi tutti più alti di 5.000 metri, dei
quali circa 800 ancora attivi. Una lunghissima catena montuosa di straordinaria varietà e bellezza, che spesso
corrisponde al confine con l'adiacente Argentina. A differenza dell'Argentina però, popolata per il 40 per cento da
persone di origine italiana, il Cile è quasi esclusivamente di origine spagnola e anche le tracce delle antiche
culture indios sono piuttosto scarse. Un paese questo, geograficamente e geologicamente particolarissimo, con
diversità ambientali e climatiche veramente straordinarie. All'estremo sud, oltre lo stretto di Magellano, la Terra
del Fuoco, una grande isola così chiamata perchè i primi europei arrivati laggiù scorgevano durante la notte
strani fuochi che si spostavano come per magia, ma accesi in realtà sulle imbarcazioni dei pescatori indigeni. Al
di qua dello stretto, battuta perennemente dai venti, la Patagonia cilena che, a differenza di quella argentina,
oltre alle sterminate distese pianeggianti si caratterizza per la splendida zona montagnosa del parco Torres del
Paine. Più a nord la zona dei laghi, che non abbiamo avuto il tempo di visitare ma che abbiamo ammirato
dall'alto durante uno dei molti trasferimenti aerei. Un susseguirsi impressionante di  specchi d'acqua, a volte
isolati o a volte collegati con la sinuosa costa del Pacifico, tra profondi fiordi e frastagliatissimi golfi, sempre con
lo scenografico sfondo delle alte cime delle Ande. Nella zona centrale, la capitale Santiago e fertili vallate che
producono tra l'altro un ottimo vino ormai molto conosciuto e apprezzato. Nella zona più a nord, ai confini con la
Bolivia, gli altipiani ai piedi della cordigliera come il deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del pianeta. E
laggiù, persa nell'azzurro dell'oceano Pacifico, a 3.700 chilometri dalla terra più vicina, la leggendaria Rapanùi,
L'isola di Pasqua, perla di selvaggia bellezza e custode di antiche culture e affascinanti misteri.

A causa proprio della conformazione del paese, a differenza del solito abbiamo escluso di spostarci su strada,
scegliendo obbligatoriamente l’aereo. Io e mia moglie Frediana, oltre alle fedelissime bioniche sorelline Amelia e
Annarita, abbiamo questa volta avuto il piacere di essere accompagnati anche da Andrea, il figlio di Annarita,
nonché giovane virgulto di belle speranze.   Abbiamo scelto 3 zone da visitare, 3 mondi lontani e, culturalmente,
ambientalmente e climaticamente assai differenti tra loro; praticamente 3 diversi viaggi in un viaggio solo.

 Dopo la visita della capitale Santiago, che per la verità non ha suscitato in noi particolari entusiasmi ma che ci
ha dato la possibilità di renderci conto di quanto questa nazione sia giovane e in piena espansione, abbiamo
puntato decisamente verso sud. All’arrivo a Punta Arenas, sullo stretto di Magellano che un tempo
rappresentava l’unica via di passaggio tra Atlantico e Pacifico, una leggera pioggerella ci ha accolto insieme a
Veronica, una ragazza molto carina e preparata che ci accompagnerà nel nostro soggiorno patagonico. Qui
solitamente il vento soffia gagliardo, a volte insopportabile specialmente da dicembre a febbraio. Siamo alla fine
di marzo, e oggi il vento non sferza le immense disabitate pianure della pampa che attraversiamo per
raggiungere Puerto Natales. Intorno a noi selvaggi pascoli popolati da sterminate greggi di pecore grige e di
qualche nandù, il piccolo struzzo andino, e da molti falchi “cara cara” che volteggiano sopra di noi. Tranquilla
località affacciata sul fiordo Ultima Esperanza, Puerto Natales è la base per esplorare questa parte di Patagonia,
che si identifica fondamentalmente con la zona montuosa racchiusa nel parco Torres del Paine che sarà la
nostra meta. Un’immensa caverna racchiude i segreti di un preistorico erbivoro chiamato Milodonte, e dal suo
interno, incorniciato dai contorni del gigantesco ingresso, il panorama luminoso sulle cime dei monti
incappucciati dai ghiacciai è già una prima magnifica cartolina. Le strade, tutte rigorosamente sterrate,
serpeggiano in un mare ondulato di erba perennemente gialla che contrasta cromaticamente con il grigio
rossastro dei primi rilievi. Oggi il vento si fa sentire ma ci regala un’atmosfera tersa nella quale avvistiamo il
primo grande condor che, immobile con la sua impressionante apertura alare, galleggia alto sul lago Sarmiento,
la cui superficie increspata ci appare nettamente divisa in diverse tonalità di azzurro e di blu. Negli infiniti spazi
che ci circondano, facciamo i primi incontri con i dolcissimi guanachi, camelidi della stessa famiglia dei lama,
delle vigogne e delle alpaca, che pascolano tranquilli in libertà. Una verde collana di corsi d’acqua, generati dal
ghiacciaio Gray e che vanno a tuffarsi nel fiordo Ultima Esperanza, scorre placidamente unendo i diversi laghi
del parco e donando ancor più fascino al già bellissimo e vario paesaggio. Raggiungiamo il nostro confortevole
lodge sulle rive del lago Gray e dalle vetrate del bar scorgiamo increduli i primi iceberg di un intensissimo color
azzuro che galleggiano vicini alla riva. Iniziamo la navigazione del lago che ci porterà al cospetto dei 3 diversi
rami del ghiacciaio Gray, che dà origine a questo grande specchio d’acqua. Un paio di condor appollaiati sulle
rocce ci osservano, dandoci la certezza di trovarci molto ma molto lontani da casa! In fondo al lago il grandioso
ghiacciaio precipita nelle acque con le sue diverse lingue, e il pallido sole che lo attraversa gli infonde un
surreale azzurrissimo scintillio. Ci avviciniamo quasi fino a poterlo toccare e le sue gelide pareti inconbono su di
noi sovrastando la nostra barca. Da qui inizia il viaggio di decine di iceberg che attraversano tutto il lago per
andare ad incastrarsi e a sciogliersi lentamente all’imbocco del fiume Gray che raggiungeremo con una bella
camminata. Dall’alto del promontorio, a volte giganti di ghiaccio dalle forme più bizzarre, a volte piccoli
capolavori di trasparenti sculture, questo cimitero di iceberg è uno spettacolo entusiasmante che non ci
stancheremmo mai diammirare. Il cuore del parco è però la Cordigliera del Paine, piccola ma stupenda catena
montuosa nella quale scenograficamente spiccano le 3 isolate cime delle sue torri di granito. Intorno alle 3 torri,
il massicio del Paine Grande, il bianco abbagliante del ghiacciaio, le frastagliate guglie e gli accuminati picchi dei
Cuernos del Paine, rilievi bicolori bianchi e rossi a causa della diversa origine delle sue rocce. Spettacolare
gioiello, che riusciamo ad ammirare nella sua interezza mentre si riflette nelle chiare acque del lago Pehoè.
Fasciati da tute termiche e stagne, affrontiamo poi il ritorno a Puerto Natales via acqua. Prima in gommone
discendendo il fiume Serrano  tra silenti maestosi paesaggi sino alla confluenza con il fiordo Ultima Esperanza,
e da qui navigando dolcemente in nave all’interno della lunghissima insenatura sino alla meta, con  i panorami
sui ghiacciai Balmaceda e Serrano padroni della scena. Questi ghiacciai fanno parte del “Campo Hielo Sur”, la
terza più grande calotta glaciale continentale dopo l’Antartide e la Groenlandia. E sulla sponda del fiordo, in una
tipica fattoria patagonica, con una pantagruelica mangiata di “asado al palo” – agnello cotto intorno ad un
grande fuoco alla maniera dei gauchos –, brindiamo con un buon bicchiere di rosso salutando questo remoto
angolo di mondo. 

Lasciando Punta Arenas, la prua del nostro aereo A320 della Lan Chile punta decisamente verso nord, ed in
effetti più a sud non c’era rimasto granchè! Dopo più di 3 ore per raggiungere Santiago e ulteriori 2 ore di volo, il
piccolo aeroporto di Calama ci accoglie per questa nuova affascinante parte del viaggio. Qui il clima è
piacevolissimo, asciutto e leggermente ventilato, fresco di notte e caldo di giorno; insomma un clima che è già di
per se un meraviglioso regalo! Siamo nel deserto di Atacama, che più che un tipico deserto è un vastissimo
arido altipiano ai piedi delle Ande. Qui hanno recentemente inaugurato il più potente radio-telescopio del mondo
perché sono garantite almeno 340 notti di cielo limpido e stellato. Il nostro bellissimo lodge, a pochi chilometri
dal vivace capoluogo  San Pedro, è situato in una posizione stupenda, incastonato tra alte rocce di colore
chiaro. La prima delle molte escursioni ci porta nella Valle della luna, un paesaggio davvero lunare caratterizzato
dai depositi di sale che affiorano ancor più bianchi e brillanti dopo le forti piogge del mese scorso. Pareti
immacolate modellate dal vento, grotte dai bianchi cunicoli, stretti canyon, tutto con lo scenografico sfondo della
Cordigliera de la  sal, dalla quale spicca maestoso il vulcano Licancabur di 5900 metri di altezza. Raggiungiamo
il luogo deputato a brindare al tramonto e i nostri sguardi si perdono nel porpora e nel rosa della profonda
spaccatura rocciosa che precipita ai nostri piedi, mentre il sole scompare dietro i monti. Chi pensa al deserto
come ad un luogo monocromatico color sabbia, non può certo immaginare l’esplosione di colori che ha riempito
di meraviglia i nostri occhi nella visita della Valle dell’arcoìris a 3200 metri di altitudine. Qui si intrecciano 3
diverse cordigliere, quella delle Ande, quella de la sal e quella di Domèico, ognuna con origini e caratteristiche
minerarie diverse. I vari minerali di differenti colori si incontrano e si miscelano dando origine a tavolozze
cromatiche di straordinaria bellezza. Verso le Ande dove prevale l’origine vulcanica, i colori dei pinnacoli che ci
circondano sono più cupi ed intensi, dal nero al mattone, dal rosso scuro all’ocra. Di fronte a noi il colore della
montagna degrada dal rosso della base verso la cima con sfumature più chiare di grigio e di rosa. Dalla parte
opposta, rocce variopinte di diverse intensità di verde, si intersecano con lingue di colore giallo e arancione.
Dove c’è la presenza del sale, il bianco riflette l’azzurro del cielo. Ci inoltriamo a piedi nella valle, ci fermiamo,
siamo soli e il silenzio totale che ci avvolge ci riempie di emozione. La prossima tappa è il Salar de Atacama, la
terza più vasta distesa di sale al mondo. Nel sole basso sull’orizzonte  il bianco è abbagliante. Camminiamo su
stretti sentieri scavati nel sale raggiungendo le sponde di trasparenti lagune nelle quali scorgiamo nummerosi
fenicotteri chiamati flamencos. Il sole tramonta e la distesa si tinge di un tenue color rosa mentre alcuni
flamencos prendono il volo e a noi non resta che brindare a questa nuova meraviglia. Dopo una nitida notte
stellata e illuminata dalla luna piena, un altro giorno sta nascendo promettendoci nuove suggestive sorprese.
Oggi è prevista la lunga escursioni alle lagune altiplaniche a 4200 metri di altitudine. La strada che percorriamo
è accompagnata da una catena di montagne variopinte. Minuscoli caratteristici villaggi e poi più nulla mentre ci
inerpichiamo sulle pendici delle Ande tra panorami sempre più vasti. Il vulcano Lasca ancora attivo ci saluta col
suo pennacchio di fumo. Arrivati alla meta ci avviciniamo a piedi alle 2 lagune, una molto grande e l’altra più
piccola e il respiro si fa affannoso. I 2 specchi d’acqua di un intenso blu sono circondati da un cerchio di sale che
rende ancor più nitidi i loro contorni. E’ l’ora di pranzo e i non moltissimi turisti presenti se ne vanno, mentre lo
staff del nostro albergo ci prepara un gustoso pic nic che consumiamo in solitudine e in una pace incantevole.
L’atmosfera rarefatta e limpidissima rende i colori del magnifico ambiente che ci circonda ancor più vividi e
profondi, mentre solo alcune vigogne selvatiche che si rincorrono sul pendio animano la scena. Ed infine, una
gelida alba ci vede accogliere infreddoliti il nostro ultimo giorno ai piedi delle Ande, tra le ribollenti fumarole del
vulcano Tatio sempre a più di 4000 metri di altitudine, in un ambiente infernale che contrasta con il ghiaccio che
circonda le polle fumanti e le scoppiettanti spaccature del terreno.

Il nostro terzo viaggio nel viaggio ci porterà lontani verso ovest a 5 ore di volo da Santiago. Letteralmente persa
nell’oceano Pacifico meridionale, Rapanùi ci attende con le sue enigmatiche statue di pietra e la sua primitiva
bellezza. Sulla scaletta dell’aereo, siamo accolti da un clima tropicale caldo umido sui 26 gradi, con i nuvoloni
che si alternano al sole. La prima cosa che ci colpisce è la natura estremamente selvaggia di questa isola, con
le sue segrete grotte e i suoi crateri spenti, con centinaia di mucche e di cavalli in assoluta libertà, la quasi totale
mancanza di qualsiasi struttura al di fuori del centro principale e le impetuose onde oceaniche che si schiantano
rumorosamente sulle scure pareti rocciose di origine vulcanica, circondando la costa di un anello di spuma
ribollente. L’interno però è meno brullo di quanto avessimo immaginato, in quanto un centinaio di anni fa  è
iniziata una riforestazione di alberi ad alto fusto, il cui dissennato sfruttamento da parte delle tribù locali fu tra le
principali cause della loro quasi totale estinzione. Come queste popolazioni giunsero sin qui, tenendo conto che
siamo a 4000 chilometri da qualsiasi altro lembo di terra, è forse il più grande è ancor oggi irrisolto mistero. Ma
la caratteristica più straordinaria di Rapanùi sono indubbiamente i suoi alteri guardiani, i famosi Moai, monoliti di
tufo vulcanico dalle inconfondibili fattezze polinesiane. Alti da 3 a più di 20 metri, popolano con centinaia di
esemplari il territorio dell’isola. Per lo più si crede rappresentino i nobili avi che, per la maggior parte, rivolgono i
loro sguardi verso l’interno a protezione degli abitanti ed in alcuni casi, come i 7 Moai che si presume raffigurino i
primi conquistatori, verso il mare aperto in segno di accoglienza. Durante il nostro soggiorno abbiamo visitato
diversi siti restaurati, tutti estremamente suggestivi anche per la posizione sempre adiacente al mare. Fucina e
origine di tutti questi giganti di pietra è però Rano Raraku, la fabbrica ove venivano scolpiti per poi essere
distribuiti ovunque. Ci aggiriamo a lungo tra decine di statue più o meno terminate e alcune ancora inglobate
nelle pendici del vulcano, e il luogo ci infonde un’atmosfera davvero magica. Altro sito dalle dolcissime
sensazioni e quello di Ahu Tahai che, oltre a molti altri, ospita l’unico Moai completo di occhi e di copricapo. Le
statue sono sparse in un grande prato che degrada dolcemente verso il mare le cui grandi onde rompono
l’assoluto silenzio di un bellissimo tramonto. Altro luogo di grande importanza e bellezza è Orongo, dove si trova
il cratere spento del vulcano Rano Kao che racchiude un grande stagno e diverse coltivazioni. Finita
tragicamente l’epoca dei Moai, da questo luogo si lanciavano verso un isolotto vicino, in una ardimentosa
competizione alla ricerca di un uovo sacro,  i contendenti delle varie tribù per divenire “l’uomo uccello”, destinato
poi ad essere  venerato per un intero anno. E quale modo migliore per salutare l’Isola di Pasqua se non quello di
un meraviglioso tuffo nell’oceano dalla solitaria spiaggia di Anachena, al cospetto di 5 Moai ai quali chiediamo
protezione per il lungo viaggio di ritorno.

Tutti splendidi posti lontani e differenti, ma uniti tra loro da un immaginario luminoso arco multicolore
rappresentato dai tanti, tantissimi arcobaleni che hanno dipinto e valorizzato innumerevoli volte le immagini dei
luoghi visitati; nascendo dalla trasparenza dei ghiacciai e dalle frastagliate cime della Patagonia a causa dei
continui e repentini cambi di clima, dai crateri dei vulcani o dalle onde dell’oceano incorniciando i Moai dopo un
breve acquazzone, o imprigionati per sempre nelle rocce della Valle dell’arcoìris.
 

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Estate e abbronzatura"

di Maria Grazia Sales

             La stagione estiva, con le alte temperature e il soleggiamento prolungato che la accompagnano, è caratterizzata da alcuni disturbi tipicamente dovuti alle condizioni atmosferiche e alla trascuratezza di alcune
banali precauzioni. Ricordiamo i più comuni
        Crampi muscolari da caldo possono presentarsi spontaneamente o, più spesso, in seguito ad esercizio fisico eseguito al caldo.
        Per eliminarli è sufficiente, in genere, il riposo in ambiente fresco e lassunzione di liquidi e sali minerali.

 

 

          Arriva la stagione del mare e del sole, ma è bene affrontare la prima tintarella con le dovute precauzioni, in modo da evitare rischi per la nostra cute ed il nostro organismo.
       Il primo consiglio, secondo gli esperti, è una sana igiene alimentare, poichè il sole fa fiorire su tutto il mantello cutaneo tutto quello che lorganismo ha assunto.
       In questo periodo propedeutico allabbronzatura, bisognerebbe mangiare alimenti il più possibile genuini, in modo da evitare eruzioni cutanee da tossici.

             La prudenza insegna che è meglio prendere la tintarella un po per volta, senza esagerare, e tenendo presente che ogni pelle ha una diversa sensibilità. Ma ci si aiuta anche con le creme solari a protezione doppia tripla totale come scegliere la più adatta?  La scala europea di protezione va da 2 a 25.
        Se una persona che non usa alcuna crema si procura un eritema solare in venti minuti, usando una protezione 6 potrà rimanere 6 volte quel tempo ossia due ore prima di avere lo stesso effetto, mentre scegliendo un indice di protezione 20 potrebbe esporsi per un tempo 20 volte superiore nel nostro esempio, quasi 7 ore.
        Al mare o in montagna, non dimenticate di portare con voi e usare oli e creme solari. Grazie al loro aiuto, potrete evitare che labbronzatura degeneri in scottatura.
        Coloro che soffrono maggiormente gli effetti del sole, partiranno con i prodotti da prima esposizione, ad alto fattore di protezione specie per i bambini per poi passare dopo alcuni giorni a valori più bassi.
        Anche la crema più resistente, però, non dura tutta la giornata con una sola applicazione. E necessario cospargerla in media ogni due o tre ore, e dopo ogni bagno, anche se labbronzante si dichiara resistente allacqua.

 

                  Sole sì o sole no?

 

                              
               Informazioni per "salvare la pelle".

          Molti tumori maligni della pelle sono prevenibili e curabili, se diagnosticati precocemente.
       Nelle fasi di crescita iniziale, infatti, il cancro della pelle ha caratteristiche colore, forma e dimensioni facilmente osservabili e cresce molto lentamente.
       Se un tumore viene individuato in questa fase iniziale diagnosi precoce e viene asportato, si ottiene la completa guarigione.
       Il melanoma in particolare è il peggiore e più insidioso dei tumori cutanei. Può insorgere anche su, nei preesistenti che cambiano caratteristiche.
       Lasportazione di un neo non è pericolosa, ma deve essere seguita da esame istologico.
       La causa più frequente dei tumori della pelle, è lesposizione prolungata o ripetuta alle radiazioni solari. Altre cause più rare, sono lesposizione ai raggi "X o a sostanze chimiche come arsenico, catrame, pece e radium.
       I rischi del sole non colpiscono tutti nello stesso modo. Il cancro cutaneo, infatti, insorge più spesso in soggetti con pelle chiara, capelli biondi, occhi azzurri, che al sole si scottano facilmente e non si abbronzano.

 

               Consigli per salvare la pelle
     1 Evitare leccessiva e ripetuta esposizione al sole ed evitare le scottature, soprattutto durante linfanzia, che potrebbero aumentare il rischio di sviluppare un tumore della pelle da adulti.
     2 Evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata dalle undici alle sedici. Per i bambini, in particolare, usare, quale protezione, occhiali da sole, cappellini e magliette dai colori chiari.
     3 Utilizzare creme protettive con filtro solare ad ampio spettro e con un alto fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti U V A e U V B   Le creme protettive dovrebbero essere applicate spesso e con cura. Le creme autoabbronzanti non hanno nessun effetto protettivo.
     4 Le lampade o i lettini solari, che molti utilizzano prima di andare in vacanza per farsi labbronzatura, non sempre proteggono dalle scottature e possono causare danni alla pelle.
     5 E opportuno controllare periodicamente i propri nei, prestando attenzione ai segnali dallarme. Consultare un medico di fiducia e / o un
dermatologo
      se si hanno più di cento nei
      se un neo cambia forma, dimensione, colore, o se si mette stranamente a
sanguinare
      se si nota un neo irregolare per forma e per colore, maggiore di sei millimetri di diametro, o se un neo è insorto improvvisamente in età adulta      se si sono presentati in famiglia casi di melanoma, Da ricordare che  Proteggere il bambino di oggi, dal  sole oltre a ridurre il rischio di tumore della pelle aiuta a diminuire il rischio di disidratazione  ritardare linvecchiamento della pelle
 proteggere gli occhi e la vista .
 tutte queste precauzioni potrebbero essere  un adulto sano nel tempo infine secondo un gruppo di ricercatori le carote oltre a proteggere la vista svolgono un azione antiossidante,lalfacarotene oltre a favorire labbronzatura aiuta la pelle a mantenerla nel tempo.

 

 

 

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Musica

Intervista a Patrizia Carlotti"

di Giuseppe Lurgio

Cari lettori, questa è la volta di una nostra
amica, qualcuno la conosce già, altri la
conosceranno da queste righe. Patrizia è non
vedente da poco, da sempre è una grande
appassionata di musica e canto. Qui avrete modo
di sapere qualcosa in più di lei, la sua vita, le sue
aspirazioni, le sue canzoni.

intervista
D: Ciao Patrizia, un grazie sentito dalla redazione
e per avermi concesso di effettuare questa
intervista
R. Grazie a voi tutti
D: per iniziare vorrei che tu ci parlassi un po' di
te, descrivendoti ai nostri lettori
R: descrivere il mio carattere, il mio essere, non
è facile per me, che non sono una grande
conversatrice. Mi ritengo un misto di sensazioni
ed emozioni molto contrastanti, cambio
facilmente umore. In generale sono una persona
molto dolce e, se vogliamo, fragile e impulsiva,
purtroppo sognatrice.
D: Quindi, questo si riflette anche sulla tua
passione, della quale andiamo a parlare a breve?
R: sicuramente. Quello che provo è la mia fonte
di ispirazione primaria per ciò che mi fa
esprimere, mi consente di scrivere una poesia o
interpretare una canzone.
D: Ma veniamo allora alla Patrizia artista. Come
hai iniziato, da quanto, che percorso formativo
hai seguito?
R: L'influenza di mio nonno che suonava violino
e mandolino, quella di mio padre che ancora ha
in mano tromba e trombone si è fatta sentire; a
15 anni salivo sul palco di Luana e gli Harlem, il
complesso di cui mio padre faceva parte.
D: Puoi dire di aver fatto esperienza sul campo.
E i tuoi studi?
R: Certo. A casa ho il pianoforte e la chitarra
classica che mi hanno consentito di rafforzare le
basi della musica. Poi, sin da ragazzina, ho
partecipato a vari concorsi di canto come
cantautrice, per i quali ho ricevuto dei  premi;
sono stata anche a "Sanremo famosi", uno dei
primi talent show degli anno 80.
D: Mi pare di capire che il tuo punto di forza sia
la voce; hai un genere che ti piace e che
caratterizza le tue serate?
R: La musica leggera è, da sempre, parte di me,
nelle mie esibizioni gli artisti che propongo
spaziano dagli anni '60 ad oggi. per il resto, per
anni ho cantato nel coro parrocchiale e sono
stata membro di un noto coro gospel il "St.
Jacob's choir".
D: Hai detto che da ragazzina hai avuto la
possibilità di esibirti in pubblico. Poi come è
andata?
R: La cosa è stata di breve durata. Mi avevano
notata non solo chi già era del mestiere con
microfono e strumenti alla mano, ma anche
impresari pronti a prendermi sotto la loro ala.
Mio padre però fu contrario, vuoi per umiltà, vuoi
perché non pensava che la musica dovesse
essere considerata come una forte di guadagno
ma solo una passione da coltivare. Crescendo la
mia vita ha preso un'altra svolta, un altro lavoro,
la famiglia, ma la musica mi ha sempre
accompagnato.
D: Capisco. So che da un po' du tempo la musica
è divenuta ancor più importante per te.
R: infatti. Da quando ho perso la vista il mio
attaccamento verso questo modo di comunicare
è aumentato. Potrei dire che il fatto di non
vedere mi spinge ad usare la voce per diffondere
le mie emozioni, condividerle con gli altri.
D: Bene Patrizia. Facendo un salto nel passato e
tenendo invece di conto la realtà di oggi, come
vedi il panorama musicale, le possibilità dei
giovani?
R: Ai miei tempi non c'era la tecnologia di oggi,
incidere un disco era costoso e più artificioso.
Attualmente è semplice registrare CD e avere
buoni strumenti a prezzi ragionevoli, usando il
tutto anche in ambienti domestici. Non ci sono
più solo i dischi in vinile e i CD ma anche gli
mp3, internet ha ulteriormente favorito la
diffusione e la conoscenza dei brani e degli
artisti. E poi ci sono i talent show.
D: Tutto ciò serve quindi a far emergere più
facilmente le capacità delle persone?
R: da un lato questo è vero, la strada è più
spianata per coloro che hanno talento ma non le
possibilità economiche. Dall'altro devo dire che
l'estrema facilità con cui si può cantare, con
effetti elettronici che aiutano la voce, e
trasmissioni che osannano fin troppo chi ancora
talentuoso non, è ha peggiorato le cose,
illudendo chi non ha la stoffa e, mettendo i
bastoni tra le ruote a chi ha una bravura innata
ma è attorniato da tanti "canterini".
D: Ok. In conclusione, cosa pensi di fare nel tuo
futuro?
R: non penso più alla vittoria a Sanremo, come
facevo da piccolina. Ora che ho 40 anni il mio
obiettivo è quello di portare avanti queste mie
serate d'intrattenimento al meglio, per tutti
coloro che avranno piacere di ascoltarmi.
D: Allora ti auguro di proseguire in tal senso e ti
saluto, ringraziandoti ancora per la tuà
disponibilità
R: grazie. E' stato un piacere essere intervistata
da Giovani del 2000!

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NormalitÓ e handicap

Diversamente Bergamo"

di Roberta Borali.

Un saluto a tutti i lettori di Giovani del 2000!
Mi chiamo Roberta Morali e sono vice presidente di una giovane associazione che si chiama DIVERSAMENTE BERGAMO - ONLUS.
Approfittando dello spazio offertoci da questo periodico vi parlerò di codesta Associazione.

"Diversamente Bergamo - Onlus" nasce nel 2012, da un'idea di tre amici (Roberta, Davide e Matteo), con l'intento di fare rete comune con tutte le altre associazioni del territorio. La mission è creare attività che possano coinvolgere tutte le Associazioni e le Organizzazioni del territorio.
Diversamente Bergamo è un'Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, apartitica, che opera nel settore del volontariato sociale, nell'ambito territoriale della provincia di Bergamo e della regione Lombardia.
Lo scopo principale dell'Associazione è quello di promuovere la mobilità e l'integrazione sociale dei diversamente abili attraverso una serie di attività, principalmente ludico-ricreative e culturali, atte a favorire il massimo raggiungimento di un regolare stile di vita.
Le attività proposte da Diversamente Bergamo sono:
Diversamente Autodifesa, che è il progetto dell'Associazione "Diversamente Bergamo - Onlus", mira al raggiungimento dell'integrazione sociale del diversamente abile, attraverso la pratica della ginnastica orientale e delle Arti Marziali.
Ciò avviene tramite la realizzazione di corsi di ginnastica orientale, Arti Marziali e difesa personale, i corsi vengono realizzati grazie all'aiuto di Maestri e atleti altamente qualificati che propongono tecniche marziali adattabili per tutte le persone diversamente abili.
Attualmente all'attivo abbiamo tre corsi, uno presso la nostra Associazione e due presso Associazioni che hanno aderito al progetto mettendo a disposizione le loro sedi per l'organizzazione di corsi per i proprio soci.
Al termine dei corsi, nel mese di giugno, avranno inizio le attività estive. Il 2 giugno, l'Associazione prenderà parte al "Raduno provinciale del disabile" che si terrà a Casazza (Bg), il 13 luglio parteciperemo alla notte dello sport di Chiuduno (Bg). All'interno delle due manifestazioni sportive si svolgerà una dimostrazione nella quale gli allievi mostreranno quanto appreso durante i corsi svolti nei mesi invernali. Al termine della dimostrazione ci sarà un allenamento pubblico al quale potranno partecipare tutti i diversamente abili presenti e i loro accompagnatori.
Nel mese di settembre inoltre, si svolgerà il terzo seminario "Diversamente Autodifesa", che aprirà i corsi invernali di ginnastica orientale per diversamente abili. Durante la giornata verranno presentate varie tecniche di ginnastica orientale, difesa personale e Arti Marziali. Tutte le tecniche verranno dimostrate da Maestri qualificati e ogni allievo presente parteciperà in prima persona eseguendo le medesime tecniche, affiancato da un atleta adeguatamente preparato.

Diversamente Informatica è un progetto che punta all'integrazione sociale del disabile, in un mondo sempre più informatizzato e tecnologico.
Il progetto si sviluppa tramite la realizzazione di corsi di informatica di base che vanno dall'utilizzo dei più comuni sistemi operativi (Microsoft Windows), all'utilizzo di applicativi per la video scrittura di livello basico e avanzato. La gestione di caselle di posta elettronica, la navigazione internet, l'utilizzo di programmi di fotoritocco, il montaggio audio e video, fino ad arrivare a corsi più avanzati per la progettazione web, la creazione di un sito internet ecc.

L'Associazione punta alla realizzazione di tutti i corsi a titolo gratuito, grazie alla collaborazione di personale qualificato che presta gratuitamente la propria opera.

I corsi vengono intervallati da attività ricreative come gite, visite guidate, mangiate in compagnia e momenti divertenti.
L'Associazione è attualmente in cerca di volontari e sostenitori per la realizzazione dei propri progetti.
Per informazioni si pu˛ contattare il numero 0350666288 oppure visitare il sito internet www.diversamentebergamo.it disponibile anche in versione accessibile per i non vedenti all'indirizzo www.diversamentebergamo.it/index.php/accessibile.

 

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Patologie

Nutrirsi di salute: Le combinazioni alimentari"

di Rossana Madaschi

Quali sono i motivi che potrebbero indurre ad applicare le combinazioni
alimentari dei cibi?
Per combinazione alimentare, o dieta dissociata, si intende abbinare o dissociare
correttamente i cibi tra loro e in particolar modo assumere separatamente gli alimenti
prevalentemente ricchi di carboidrati (pasta, riso, pane, ecc..) dagli alimenti con un
contenuto elevato di proteine (carne, pesce, formaggi, uova, legumi, ecc.).
L’approccio e l’applicazione nella dieta quotidiana delle combinazioni alimentari può
essere dettato da diversi motivi: perdere peso o mantenere il peso forma ottimale,
individuare un’intolleranza alimentare, assimilare meglio i nutrienti, migliorare la
digeribilità con minor produzione di tossine, ridurre il gonfiore addominale o
l’acidità, disintossicarsi, aumentare le difese immunitarie, ottimizzare la preparazione
dei menù dei pasti, acutizzare il senso del gusto e dell’olfatto, ecc..
Per coloro che volessero sperimentare questo metodo, le indicazioni riportate di
seguito rappresentano i cardini delle combinazioni alimentari.
INDICAZIONI GENERALI

? Iniziare per gradi

É importante cominciare gradualmente e non effettuare cambiamenti troppo
velocemente; meglio valutare inizialmente quali indicazioni riuscire ad applicare,
senza necessariamente stravolgere di colpo l’attuale stile alimentare.

? Variare spesso le scelte dei cibi

Variare a tavola significa assumere tutti i nutrienti, tenendo naturalmente conto della
giusta qualità e quantità dei cibi scelti.
La monotonia a tavola, oltre che appiattire il nostro gusto, può aumentare il rischio di
introdurre sostanze nocive o antinutrizionali (che cioè potrebbero ridurre la
biodisponibilità di alcuni nutrienti) eventualmente presenti o concentrate nello stesso
cibo abitualmente consumato.
A tal proposito potrebbe essere utile prendere in considerazione la nuova Piramide
Alimentare che può essere adottata, in termini generali, come guida nutrizionale.

Gli alimenti andrebbero consumati in modo proporzionale all’ampiezza della sezione
che occupano nella piramide; alla base si trova l’acqua, da utilizzare quindi in
quantità maggiore, mentre salendo sino al vertice sono situati i cibi da consumare in
quantità minore.
È inoltre importante ricordare che nessun alimento, se assunto singolarmente, è in
grado di soddisfare tutte le esigenze del nostro organismo, quindi qualsiasi cibo
venisse eliminato dalla dieta per problemi di salute (ad esempio intolleranze o
allergie), motivi etici, religiosi, ecc., potrà comunque essere sostituito con un altro
alimento purché abbia caratteristiche nutrizionali analoghe a quello abolito.

? Semplificare l’alimentazione

Una buona abitudine da acquisire è di fare i 5 pasti della giornata: colazione, spuntino
mattutino, pranzo, merenda e cena, cercando inoltre di assumere cibi preparati o
cucinati in modo semplice, quindi non troppo elaborati o super conditi (escluse
ovviamente alcune eccezioni!).

? Privilegiare la qualità controllando anche la quantità

Acquistate se possibile alimenti biologici per evitare sostanze chimiche (soprattutto
se integrali!) e garantire una maggior concentrazione di nutrienti al nostro organismo.
Riducete il consumo di cibi industriali, a lunga conservazione, devitalizzati,
impoveriti di principi nutritivi, concentrati di additivi chimici e spesso con alto
apporto calorico e basso potere saziante (come ad esempio le merendine).
Arricchite invece la vostra alimentazione introducendo cibi di qualità come olio di
semi di lino, centrifughe vegetali fresche, lievito di birra in scaglie, germogli freschi,
alghe, germe di grano, miso (condimento fermentato), gomasio (preparazione a base
di semi di sesamo e sale), ecc., imparando nuove ricette salutari da portare a tavola!
Ricordate tuttavia che anche un alimento di qualità se assunto nelle quantità sbagliate
può nuocere alla nostra salute, quindi non si dovrebbe eccedere con alcun cibo e
inoltre cercare di alzarsi da tavola non troppo sazi.

? Attenzione a “come” si mangia

È importante “cosa” si mangia, ma non si deve trascurare anche “come” si mangia.
Evitare quindi di mangiare in fretta, ma cercare di gustare il cibo stando seduti
(mangiare in piedi dà la sensazione di non aver mangiato!), concentrandovi su ciò che
state mangiando senza troppe distrazioni (la TV aiuta ad ingrassare…).
Si deve evitare inoltre di spiluccare fuori dai pasti principali e non trascurare l’aspetto
visivo del piatto; è importante curare anche l’estetica delle varie ricette realizzate
arricchendo i menù con tanti colori, che stimolano per di più la produzione dei succhi
gastrici essenziali per i processi digestivi.

? Non masticare frettolosamente

Masticare correttamente i cibi è un’altra regola importantissima da applicare; la prima
digestione avviene in bocca e coloro che non masticano, mangiano solitamente più
del necessario!
Acquisire quindi la sana e buona abitudine di triturare ed insalivare a lungo gli
alimenti, favorirà una maggiore sazietà, permetterà di assaporare maggiormente i cibi
introdotti e favorire inoltre il processo digestivo.

? Gli enzimi della digestione

Il processo digestivo avviene in più tappe e consente di scomporre le grosse molecole
organiche di cui è composto il cibo.
Questa scomposizione degli alimenti, da grosse molecole a molecole via via più
piccole, avviene ad opera di specifici enzimi digestivi (sostanze di natura proteica che
accelerano le reazioni biochimiche) di seguito riportati: Ptialina o amilasi salivare
La digestione dei glucidi (zuccheri) inizia in bocca ad opera dell’enzima ptialina,
(chiamato anche amilasi salivare proprio perché prodotta dalle ghiandole salivari) che
scinde questi principi nutritivi in amido, destrine e maltosio.
-     Amilasi
Come abbiamo appena visto le ghiandole salivari producono l’amilasi salivare, ma
l’enzima amilasi viene prodotto anche dal pancreas esocrino.
L’amilasi prodotta dal pancreas completa la digestione dei glucidi che potranno
quindi essere assorbiti e/o trasportati a fegato e muscolo per essere depositati sotto
forma di glicogeno.
Questo enzima, secreto dalle ghiandole salivari e dal pancreas, scinde gli zuccheri
semplici e di riserva.
-     Pepsina
La trasformazione dei protidi (proteine) inizia nello stomaco grazie alla presenza
dell’enzima pepsina che trasforma le proteine in peptoni e successivamente in
amminoacidi.
-     Lipasi
La trasformazione dei lipidi avviene invece ad opera dell’enzima lipasi, che li scinde
in glicerolo e acidi grassi che poi, legati a lipoproteine, andranno al fegato e tessuti.

? Quali cibi a colazione?

Se si desidera favorire la diuresi è consigliato di assumere a digiuno, appena alzati,
un bicchiere d’acqua con il succo di un limone (o mezzo limone), garantendo inoltre
anche una quantità di Vitamina C.
Questa vitamina infatti aumenta la resistenza dell’organismo e la produzione di
anticorpi, combatte i radicali liberi, favorisce l'assorbimento del ferro e svolge altre
importanti funzioni.
Per la colazione è possibile combinare tra loro questi cibi: un frutto fresco dolce o
semi acido (o una centrifuga vegetale di frutta o verdura) possibilmente introdotto
prima di qualsiasi altro alimento o bevanda.
-     latte o yogurt, latte vegetale (di soia, di riso, di mandorle, d’avena, di farro, di
miglio) o yogurt di soia (oppure yogurt di riso), the bancha o hojicha (the
giapponese con proprietà curative), caffè di cereali, caffè d’orzo, infusi, tisane.
The e caffè con moderazione.
-     fette biscottate, muesli, cereali soffiati, fiocchi di cereali, gallette di riso (di
farro, di mais, ecc.), pane integrale biologico (meglio tostato), ecc.
-     creme spalmabili genuine: marmellate, confetture, miele, tahin (crema di
sesamo), malto di riso, di mais, di frumento, d’orzo, ecc.
-     semi oleosi: noci, mandorle, pinoli, nocciole, semi di sesamo, semi di girasole,
semi di lino, semi di zucca, ecc.
-     frutta essiccata: uvetta, fichi, albicocche, prugne, datteri, ecc.
-     dolcificanti vari: zucchero integrale, miele, malto, fruttosio, succo di mela
concentrato, sciroppo d’acero, sciroppo d’agave, melassa, stevia (senza
edulcoranti).

? Come abbinare gli alimenti a pranzo e a cena

Le indicazioni confacenti alle combinazioni alimentari, suggeriscono di abituarsi ad
assumere gli alimenti contenenti prevalentemente carboidrati e gli alimenti
prevalentemente ricchi di proteine in pasti diversi (o a pranzo o a cena), perché
richiedono modalità di digestione differenti.
Per coloro che non riuscissero a rinunciare al pane durante i pasti (prodotto lievitato
ricco di carboidrati), è concesso abbinarlo ma in quantità limitate.
Gli alimenti proteici necessitano di un processo digestivo più impegnativo e la
decisione di consumarli a pranzo o a cena, asseconda spesso esigenze personali.
Ad esempio a pranzo è possibile assumere un antipasto di verdure di stagione e a
seguire un primo piatto ricco di carboidrati come riso, pasta, gnocchi, frumento, farro,
orzo, mais, miglio, grano saraceno, avena, bulghur, cous-cous, quinoa, ecc.
Non si deve esagerare con intingoli, sughi, salse; per insaporire i vari piatti, antipasti
inclusi, si possono utilizzare erbe aromatiche e spezie (quest’ultime senza esagerare
per non irritare le mucose intestinali).
A cena è possibile scegliere un secondo proteico a base di carne, pesce, uova,
formaggi, legumi (ceci, lenticchie, piselli, fagioli, soia, ecc.), tofu (formaggio
proteico a base di soia), seitan o temphè o muscolo di grano (proteine vegetali), frutta
secca oleosa (pinoli, mandorle, noci, nocciole, ecc.), facendo però attenzione a non
abbinare questi alimenti tra loro e accompagnarli sempre con verdure di stagione
(crude o cotte, ma almeno ad un pasto si consiglia di consumarle crude).
È anche possibile aggiungere un passato di verdure come apertura del pasto serale,
oppure minestroni o minestre (attenzione però alla presenza di pasta, patate e legumi,
da inserire eventualmente in piccole quantità).

? Cosa mangiare negli spuntini della giornata

Sia lo spuntino mattutino che la merenda dovrebbero essere formulati con frutta, da
evitare invece a fine pasto perché gli zuccheri vengono fermentati dai batteri del
tratto gastrointestinale e potrebbero creare problemi di meteorismo e/o acidità negli
individui predisposti.
Si raccomanda di scegliere dei frutti di stagione, preferibilmente da agricoltura
biologica.

? Stili di cottura

Altro aspetto importante è l’attenzione ai vari metodi di cottura; si consiglia di
privilegiare la cottura a vapore o ai ferri e favorire le preparazione di cibi senza
aggiunta in pentola di condimenti ad elevato apporto di grassi e calorie.
La frittura può essere contemplata in un regime alimentare corretto, ma il suo utilizzo
non deve essere frequente (una o 2 volte al mese).

? Assunzione idrica

Sono consigliati almeno 8 bicchieri di acqua naturale da assumere durante tutta la
giornata, preferibilmente non ai pasti (eventualmente è possibile bere un bicchiere
mezz’ora prima) e integrando l’assunzione idrica giornaliera con tisane, infusi,
decotti, ecc.
Evitare invece le bevande gassate e/o zuccherine ricche di conservanti, coloranti,
aromatizzanti sintetici, anche a causa del loro contributo ad innalzare l’apporto
energetico giornaliero.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, se eventualmente assunte, solo in piccole
quantità e a basso tenore alcolico (es. vino e birra).
CONSIGLI
PER DEPURARE L’ORGANISMO

? Pianificare una giornata con l’utilizzo esclusivo di frutta o verdure

Frutta e verdura forniscono all’organismo molte vitamine, sali minerali, fibre
vegetali, acqua e altre sostanze protettive.
Una volta alla settimana, o eventualmente al mese, è possibile mangiare
esclusivamente prodotti ortofrutticoli crudi (naturalmente di stagione e meglio se
provenienti da agricoltura biologica).
L’assunzione idrica è consentita e consigliata, possibilmente a piccoli sorsi.

? Seguire una giornata introducendo solo liquidi

É possibile effettuare la medesima esperienza assumendo però unicamente sostanze
liquide tra cui acqua naturale, centrifughe di frutta e verdure fresche, acqua di cottura
di prodotti ortofrutticoli senza alcuna aggiunta di sale o zucchero, brodi vegetali,
zuppa di solo miso (una o 2 volte al giorno a completamento di altre sostanze liquide)
Ottimi anche degli infusi o decotti a base di tarassaco, radici di gramigna, carciofo,
timo, bardana, melissa, cardo mariano, achillea, ortica, ecc., pozioni da assumere
calde, tiepide o fredde.
Sono invece escluse tutte le altre bevande come latte, latte vegetale, bibite gassate e/o
zuccherine, the, caffè, alcolici di qualsiasi tipo.

? Trascorrere del tempo all’aperto, esporsi al sole e fare attività fisica

In ogni stagione dell’anno è consigliato di programmare, se possibile, del tempo
all’aperto facendo magari anche semplici camminate o praticando dell’attività
sportiva (utile anche per eliminare le tossine dall’organismo).
Molte persone sono troppo spesso collocate per molte ore della giornata in ambienti
chiusi, con aria viziata e poco areata, condizionata, senza alcun esposizione alla luce
ed ai raggi solari.
Il sole apporta benefici alla salute: è antidepressivo, contribuisce ad aumentare le
difese immunitarie, favorisce la produzione della vitamina D utile per fissare il Calcio
e, con le giuste protezioni, dona una bella abbronzatura!
LE COMBINAZIONI ALIMENTARI

In questa tabella sono elencati i gruppi principali degli alimenti e le loro
combinazioni favorevoli, discutibili o da evitare.

Tipologia
di alimenti

 

Combinazioni
alimentari

Cereali e derivati

 

Combinazione favorevole con:
legumi (con rapporto tra cereali e legumi 2/1),
frutta dolce (senza aggiunta di altri alimenti), frutta
oleosa e semi oleosa (in piccole quantità, meglio
tostata), verdure e ortaggi crudi, cotti o
centrifugati; no patate perché ricche di amido (o in
piccole quantità), no pomodori e spinaci perché
sono acidificanti (o in piccole quantità), condimenti
oleosi (olio, burro, ecc.) con moderazione.
Combinazione discutibile con:
uova (tollerata in piccole quantità), latte (tollerata
in piccole quantità o testare la propria digeribilità),
frutta semi acida (se matura è tollerata, ma senza
aggiunta di altri alimenti).
Combinazione da evitare con:
carne, pesce, formaggi freschi, frutta acida.

Pane
(derivato dei cereali)

 

Combinazione favorevole con:
formaggio (maggior digeribilità se grasso e
stagionato), verdure e ortaggi crudi, cotti o
centrifugati, frutta dolce, frutta essiccata, frutta
oleosa, condimenti oleosi (olio, burro, ecc.) con
moderazione.
Combinazione discutibile con:
formaggi freschi, farciture abbondanti e con
abbondanti quantità di condimenti.
Combinazione da evitare con:
frutta acida, yogurt.
Latte

 
Combinazione favorevole con:
pane e fiocchi di cereali (in quantità moderate e
meglio tostati), caffè d’orzo, caffè di cereali.
Combinazione discutibile con:
cereali, frutta acida, frutta dolce, verdure (come
condimento ad esempio nella preparazione della
besciamella): utilizzare in piccole quantità e
appurare la propria digeribilità.
Combinazione da evitare con:
carne, caffè.

Formaggi

 
Combinazione favorevole con:
verdure e ortaggi crudi, cotti o centrifugati, pane
(se il formaggio è stagionato).
Combinazione discutibile con:
pane, patate.
Combinazione da evitare con:
carne, pesce, uova, legumi, frutta fresca, frutta a
guscio, zucchero, miele, confetture.

Carne

 

Combinazione favorevole con:
verdure e ortaggi crudi, cotti o centrifugati (no
patate e zucca). Condimenti (olio, burro, ecc.), pane
e vino solo in piccole quantità.
Combinazione discutibile con:
patate, zucca, frutta acida (tollerata in piccole
quantità).
Combinazione da evitare con:
pesce, uova, legumi, latte, formaggi, cereali.

 

Pesce

 
Combinazione favorevole con:
verdure e ortaggi crudi, cotti o centrifugati (no
patate e zucca). Condimenti oleosi (olio, burro,
ecc.), pane e vino solo in piccole quantità.
Combinazione discutibile con:
patate, zucca, frutta acida (tollerata in piccole
quantità).
Combinazione da evitare con:
carne, uova, legumi, latte, formaggi, cereali.

Uova

 

Combinazione favorevole con:
verdure e ortaggi crudi, cotti o centrifugati, patate,
condimenti in piccole quantità (olio, burro, ecc.).
Combinazione discutibile con:
alimenti e condimenti acidi, cereali.
Combinazione da evitare con:
carne, pesce, legumi, formaggi, frutta.

Legumi

 
Combinazione favorevole con:
cereali (con rapporto tra cereali e legumi 2/1),
pane, verdure e ortaggi crudi, cotti o centrifugati,
condimenti in piccole quantità (olio, burro, ecc.).
Combinazione discutibile con:
alimenti proteici grassi.
Combinazione da evitare con:
carne, pesce, uova, formaggi, frutta.

 

Verdure ed ortaggi

 
Combinazione favorevole con:
cereali, carne, pesce, uova, formaggi, legumi,
condimenti in piccole quantità (olio, burro, ecc.).
Combinazione discutibile con:
alcuni tipi di frutta (esempio frutta dolce).
Combinazione da evitare con:
latte in quantità elevate, dolcificanti.

Da ricordare: i legumi non sono verdure ma
alimenti proteici e le patate hanno un quantitativo
di amido simile ai cereali e derivati.

Frutta dolce

Alcuni esempi:
cachi, banane, datteri,
ciliegie nere, susina.

Combinazione favorevole con:
frutta dolce, frutta semiacida, latte.
Combinazione discutibile con:
frutta acida, verdure ed ortaggi (testare la propria
digeribilità).
Combinazione da evitare con:
frutta acida, verdure e ortaggi.

La frutta è meglio consumarla da sola,
preferibilmente lontano dai pasti.

 

Frutta semiacida

Alcuni esempi:
mela, pera, pesca, prugna,
albicocca, amarene, fragola,
uva, ciliegie rosse, lamponi,
more, melagrana.

Combinazione favorevole con:
ortaggi, frutta secca e semi oleosi (in piccole
quantità).
Combinazione discutibile con:
latte, cereali.
Combinazione da evitare con:
Non presenta particolari incompatibilità.

La frutta è meglio consumarla da sola,
preferibilmente lontano dai pasti.

Frutta acida

Alcuni esempi:
melagrana, cedro, pompelmo,
limone, mandarini, arance,
mandaranci, ananas, ribes,
kiwi, mapo.

Combinazione favorevole con:
frutta semiacida.
Combinazione discutibile con:
verdure e ortaggi, latte.
Combinazione da evitare con:
cereali.

La frutta è meglio consumarla da sola,
preferibilmente lontano dai pasti.

 

Seguire le combinazioni alimentari potrebbe risultare per qualcuno troppo difficile o
di non interesse.
Tuttavia l’impegno potrebbe tradursi semplicemente nell’acquisire anche solo alcune
nuove abitudini o comportamenti alimentari che consentano di prenderci cura di noi
stessi, valorizzando e tutelando un bene prezioso: la nostra salute.

 
 
 
 

 

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Racconti e poesie

Omaggio a Gioia"

di Rosario Cosimo.

Quando la vidi entrare in casa,quella sera del 12 aprile del 1997 chi l’avrebbe mai detto o pensato che
sarebbe diventata così importante per me?

Quando, anni fa, l’ultimo mio Pesciolino rosso passò a miglior vita, dissi tra me e me: “Mai più animali in
casa, soffro troppo al momento del distacco! Sto così per un pesce, figuriamoci per un cane!

E così, per una buona quindicina di anni o anche più, gli animali domestici mi sono contentato di guardarli in
televisione o a casa o al guinzaglio o nel trasportino di altri.

Piacere sì, ma nessuna invidia per chi aveva la fortuna di possederne (brutta parola, ma rende l’idea)

E così, siamo arrivati ai mesi e ai giorni antecedenti alla suddetta fatidica data.
Voluta fortemente da mia madre, e poi, seguita a ruota, da mio padre e le mie due sorelle.
Siccome molti nostri parenti, a Napoli, avevano un cane e anche in passato ancora altri ne avevano avuti, è
un po’ una tradizione.
Lei voleva una femmina; anche gli altri del parentado avevano tutte (o quasi) femmine,così decise il nome:
Gioia.

Che avrei dovuto pensare?
Un cane in casa,e per di più femmina, io che già avrei desiderato un fratello e ho due sorelle!
Sarebbe stata una gioia anche per me?

No, avevo deciso, convinto fino a che punto non so, ma mi opposi al punto tale che, quando andarono a
prenderla al canile di Pomigliano d’Arco, non volli nemmeno accompagnarli.

E quando mise per la prima volta le sue esili zampine sul pavimento della nostra abitazione? Freddezza
totale!
E così da lì a pochissimi altri giorni, allorquando tutti noi la vedemmo insolitamente moscia,per la verità, già
il giorno che gli altri erano andati al canile l’avevano vista che, sì, scodinzolava in mezzo a tanti compagnelli
speranzosi come lei, ma in maniera tale che l’attrazione era stata inevitabile: erano stati tutti abbastanza
chiari, il o la prescelto o prescelta sarebbe dovuto essere un soggetto particolarmente bisognoso d’aiuto, chi
mai poteva pensare che avrebbero individuato proprio quello giusto?
Un primo rimorso quasi subito mi assalì: mi sarebbe tanto piaciuto vederla là, nella sofferenza, e da lì stesso
tirarla fuori con le mie stesse mani.
Rimorso sopito in un amen: perché lei e non le altre migliaia di poverelli che affollavano quel canile? Chi mi
avrebbe fatto dimenticare i loro eventuali sguardi carichi prima di speranza,e poi di delusione per non essere
stati scelti?
La soddisfazione per avere salvato una vita sarebbe stata ben presto rimpiazzata da un senso di colpa pesante
come un macigno. E pensare che una delle mie sorelle, all’inizio, aveva scelto un altro cagnolino che, però, i
volontari del canile dissero che era stato lasciato temporaneamente lì dalla padroncina, che si sarebbe dovuta
sottoporre a un delicatissimo intervento in seguito al quale se lo sarebbe venuto a riprendere.
A distanza di anni dico:sarà stato vero?Mah!

A dirla tutta, sin dai primi giorni che aveva messo zampa nella sua nuova casa non era stata affatto una gioia:
era mogia e di tanto in tanto vomitava.
Cominciammo un cervellotico giro di vari veterinari, consigliatici da cugini che già avevano avuto modo di
frequentarli.

Uno di questi emise la sentenza: cimurro.

Io, che ormai, mi ero irrimediabilmente fatto incantare da lei, cominciai a stare male anch’io, “confortato” in
ciò anche dal resto della famiglia, uno più disperato dell’altro!
sapevo, già per sentito dire, che si tratta di una malattia che non lascia speranze. Ricordo che iniziammo a
farle le flebo, a casa, il tavolo della cucina si trasformava, quand’era ora, nel tavolo di un ambulatorio
veterinario!
se non altro, pensavo,avrò imparato a praticare le iniezioni sottocutanee (bello sforzo, ma consideriamo che
era la prima volta!).

Facemmo un ultimo consulto con un veterinario che mi aveva suggerito una signora conosciuta per strada,
mentre portavo Gioia a passeggio (e a chi sarebbe dovuto toccare, secondo voi?), anche lei, ovviamente, con
il cane (a beneficio di chi continui a essere scettico, l’animale è un collante sociale formidabile: feci più
conoscenze in quei pochi giorni di aprile che in quel mezzo anno che abitavamo a Caserta). Questi, in breve,
ci disse che la cagnolina era solo molto stressata e che avremmo dovuto sospendere le flebo, ma qualcosa
aveva contratto in quei pochi mesi che aveva vissuto per strada. Lo sperimentammo subito: ogni tanto, occhi
sbarrati, sguardo stralunato, testolina all’insù e un poco ondeggiante, muscoli delle zampe contratti, corpo
rigido.
Erano attacchi di epilessia, fortunatamente mai troppo lunghi; parlo al passato perché sembra che negli ultimi
anni non le stiano venendo più, l’ultima volta una crisi le venne per strada (fin ad allora era successo sempre
a casa), meno male che ci trovavamo in un punto in cui non passavano automobili e quindi ci si poté fermare
nel mezzo.

Gioia prende il Gardenale (medicinale in compresse per contenere le crisi epilettiche) da quando aveva 3
anni e così sarà vita natural durante (non lo gradisce, ma glielo avvolgiamo in un pezzo di sottiletta), con
conseguenze a lungo termine negative sulla regione epatica; da allora non s’è fatta mancare niente.
Anzi, ricordo che già quando era più piccola, esperienza delle flebo a parte, aveva avuto una dolorabilità
ossea che non le consentiva di atterrare correttamente sulle zampe quando saltava da un punto più alto, e già
lì dovemmo darle delle pillole ad hoc da farle ingoiare senza masticarle (anche qui ci vollero almeno due di
noi, uno che le faceva spalancare la bocca e un altro che le ingargarozzava il farmaco). Poi, nel periodo in cui
scoprimmo le crisi epilettiche, si beccò la demodicosi (un tipo di rogna), fortunatamente in forma lievissima
(piccole chiazze su una guancia), e dovette applicarsi una pomata. Poi, dopo i tre anni, l’anestesia totale per
sterilizzarla e pulirle i denti (se no, col cavolo che da sveglia se li faceva pulire). Nel frattempo, un ciclo di
Epato, compresse per disintossicare il fegato dal Gardenale (meno male che le gradisce senza bisogno della
sottiletta!). Segue un periodo di relativa pace (intanto, avevamo rinunciato a farle il bagnetto a casa, il bagno
diventava una stalla!
Lieve soffio al cuore,ed eccole il Fortekor (che gradisce, senza bisogno della sottiletta); morbo di Cushing
(patologia dovuta a un’iperproduzione di cortisone da parte delle ghiandole surrenali), a lei il Vetoril (una
pillola al giorno in un pezzo di sottiletta, facendo attenzione a che ingoi il tutto senza masticarlo).
Ma a parte tutto ciò, che cosa potrebbe mai ripagare l’amore dato e ricevuto da un animale domestico, in
particolare da un cane? Forse, solo l’amore dato a e ricevuto da un altro animale domestico.
Con Gioia sono stati (e, se Dio vuole, saranno ancora) periodi della nostra vita bellissimi, anche quando in
apparenza non lo erano.
Non si contano più i momenti divertenti che lei ci fa vivere,persino le monellaggini tipiche dell’età del
cucciolo e del giovane, ma ne combina abbastanza anche adesso che sta per tagliare il traguardo delle 17
primavere.
Quante volte mi (e ci) ha fatto anche arrabbiare e sono stato tentato di allungarle un ceffone o, peggio, un
calcione!
Ma come avrei potuto?
A parte che è piccola di taglia, mi sono sempre fatto vincere dal fatto che è un cane che ha sofferto molto e
quindi non m’è mai andato nemmeno di sgridarla, anche se, quest’ultima cosa sì, certe volte l’ho fatto.
Il problema è che avremmo dovuto educarla da subito, ma all’epoca la Puppy Class non c’era o, per lo meno,
non sapevo che esistesse, così come non sapevo del Pet Partner Aptitude Test: chissà, se l’avessimo fatto ci
avrebbero detto che non eravamo l’uno per l’altra. E sì, troppo remissivo l’uno, troppo “vivace” l’altra, la
quale sapeva benissimo che l’uno gliele avrebbe date (quasi) tutte vinte.
Per lei sono e sarò sempre uno come tanti della nostra famiglia: forse, l’ultima ruota del carro o, meglio,
l’ultima zampa del branco. Ma mi piace per questo, che cosa mi sarei perso se avessi continuato a
impuntarmi in quei primi giorni successivi al 12 aprile 1997?
… E non ci separeremo mai!

In tuo eterno ricordo,
per tuo eterno amore!

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Musica in me"

di Patrizia Carlotti

Mi trovi sempre,
quando voglio star sola.
Quando rido, quando sono triste
Mi osservi in silenzio e non mi fai mancare la tua compagnia
Sempre discreta,
irrinunciabile tenerezza
irriducibile presenza
balli e giochi,

ballerina fisicamente perfetta
hai movenze leggiadre e aggraziate,
ti diverti con me
sorridi con me insieme ai mostri momenti confusi
nel mistero del buio io cammino
decollo raramente in cieli sereni

precipito sovente in mari tempestosi
mi barcameno per restare a galla
ma ecco arrivare in salvataggio la mia scialuppa
tu la mia salvezza
elegante melodia, discreta e suadente
mi prendi per mano e mi coccoli
consolatoria e vitale
in punta dei piedi bussi al mio cuore e chiedi permesso
ti apro sempre la porta
sei la benvenuta
mi lascio cullare.
sogno e costruisco con te
insieme a te  son forte, unica e importante
sappiamo trasmettere brividi d’amore
Dio solo sa di quanto amore ci sia bisogno.

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Al brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Giangrande"

di Antonella Iacoponi

Un messaggio di speranza

          28 aprile 2013

Un limpido sguardo, un cuore d’amore,
un volto fiero, e a un tempo gentile,
non è reciso il piccolo fiore,
si è solo inchinato al vento d’aprile:
vento che reca polvere da sparo,
e scaccia aromi di gigli e viole,
sanguina il fiore più altero, più caro,
brillan le gocce alle carezze del sole,
petali rossi, rubini ardenti,…
tutto il paese ti è vicino,
con soffici pensieri, preghiere struggenti,
una candela, il sorriso di un bambino;
l’amore per la patria, per la famiglia
ti doni forza, come al poeta la poesia,
si impiglia una lacrima, tra le ciglia,
ritorna presto. Così sia.

 

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Riflessioni e critiche

Champagne"

di Renzo Coletti

Care Amiche ed amici,
chi vi scrive, è sempre stato cosciente del fatto che una possibile rivoluzione culturale, non può che
passare attraverso una sempre più ampia coscienza femminile. Non credo di poter  essere indicato come
un femminista, non ho l'età nè la volontà di esserlo. Chi ha vissuto più di mezzo secolo, non può essere
un vero femminista, non è possibile rimuovere la cultura maschilista di un certo e prolungato periodo, ma
può attraverso la ragione e il senso critico, giungere alla mia conclusione citata. Un tempo la festa della
Donna, da noi simboleggiata dalla Mimosa, era una ricorrenza politica e sindacale, che riconosceva alla
donna un valore e una forza etica e morale. Pensate alla seconda guerra mondiale, pensate alla guerra
partigiana, pensate al compito che ha avuto la donna nei momenti più tragici della Storia dell'uomo e
questa volta minuscolo e maschio quindi riflettete sul ruolo che oggi ha la stessa donna e quali conquiste
ha potuto ottenere e come esprime il suo potenziale di rinnovamento della società.
Se l'uomo maschio ha avuto una terribile e perversa sete di potere, la donna oggi non credo sia molto
lontana dallo stesso errore e dalla stessa perversione. Le pari opportunità, di fatto non esistono e non
possono esistere, ma noi continuiamo a usare un linguaggio fuorviante e sempre più falso e ipocrita. In
una società multistrato e divisa dalla competizione, come sia possibile parlare di pari opportunità
qualcuno vorrei me lo spiegasse. Sono cieco, quindi anche nel mio caso, le pari opportunità vengono
citate e proposte. Sono cieco, (ribadisco il termine cieco e non accetto nè il termine non vedente nè il
diversamente abile). Uno dei modi appunto con cui dare un volto alle pari opportunità, è il definire un
cieco o un sordo, non vedente o non udente, e in entrambi i casi diversamente abile. La verità, è che
mentre si vuol far vedere che si ha rispetto del diverso, lo si nega addirittura nel suo riferimento linguistico
e non certo per lui, ma per evitare a chi ti parla o ne parla un disagio che rivela molto chiaramente la
differenza celata da una ipocrisia. Un cieco, non può avere le stesse opportunità di un vedente, come un
sordo non ha le stesse opportunità di chi sente. Questo non significa che sia inferiore, ma solo diverso.
Una diversità, è una ricchezza e non dovrebbe essere perduta o eliminata. Lo stesso vale anche per la
Donna. La Donna, non è un uomo, ed è una ricchezza che non deve essere persa nè repressa. La
Russia ha avuto nella seconda guerra mondiale, 22 milioni di morti, e se è stato possibile una sua
rinascita o una soppravivenza, lo deve alla Donna, come pure la parte  avversa che era la Germania. La
festa della Donna, dovrebbe rammentarci quanto sia importante la sua figura e la sua funzione. oggi si
sta cercando di dare alla sua femminlità, alla sua maternità, alla sua bellezza, alla sua forza, alla sua
natura stessa, un riconoscimento che la conduce verso una parodia dell'uomo e una visione ancora
falsata e immatura della nostra vita e della sua realtà ultima. In queste cause, dovremmo ricercare lo
smarrimento dell'identità della famiglia, ma anche dell'identità Umana,  che è oggi individualismo
egocentrista e fragilità emotiva o carenza affettiva. Fate un giro, se ve lo lasciano fare, nei ristoranti ,
proprio la sera della festa della Donna, e se qualcuno avesse dei dubbi su quanto appena detto, me lo
faccia sapere. Ancora una volta, noi celebriamo la memoria del bassato, nel presente che è la negazione
più assoluta della memoria stessa.
Ancora Champagne?

 

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Satira

Per sorridere un po'"

di Giuseppe Lurgio.

Rieccoci con il solito appuntamento dedicato al buonumore!
Ho scelto dal web un po di baarzellette per farvi sorridere un pò,spero di esserci riuscito!
Buona estate a tutti!

1) Una signora dice al marito:
"Caro, uno di questi giorni dovremo mettere le tende alle finestre, perché
altrimenti quando mi spoglio i vicini mi vedono nuda." Al che, il marito
risponde: "Non preoccuparti cara, appena ti hanno vista una volta ci pensano
loro a montare le tende alle loro finestre!"

2) Un ragazzo deve sostenere un importante esame scritto all'università. E'
preparato, ma affronta la prova con una certa tensione.
Il professore è un'ulteriore
fonte di paura: corre voce che abbia la mania di misurare attentamente il
tempo dell'esame. Chi consegna dopo che tale tempo è scaduto, è bocciato. Il
ragazzo scrive e scrive e non si accorge che il tempo è scaduto, e il
professore non accetta il foglio. Inutile ogni protesta da parte
dell'allievo, il quale lo prega in tutti i modi. La pila degli altri
elaborati degli altri studenti è già sulla cattedra. In preda allo
scoramento si dirige verso l'uscita dell'aula, ma poi si blocca, torna su i
suoi passi e affronta il professore di petto: "Lei non sa chi sono io!"
grida al docente. E il professore di rimando: "No, e non mi interessa
proprio!". E il ragazzo: "Benissimo". alza la pila dei compiti, infila il
suo nel mezzo, e fugge a gambe levate.

3) La sposina accoglie con un sorriso smagliante il marito di ritorno dal
lavoro.
"
Ho una bellissima notizia da darti! Presto in questa casa saremo in tre,
invece che in due!" Il marito la abbraccia pieno di gioia, la bacia e la
ribacia.
A questo punto la moglie dice:
"Sono contenta che tu sia così felice, la mamma si trasferisce da noi già
dopodomani!"

4) Ad una fermata dell'autobus un'anziana signora incontra un ragazzino con
in braccio un cane. "Il tuo cane mi morde se gli accarezzo la testa?" chiede
la signora. Il ragazzo risponde di no, così la signora cerca di toccarlo,
ma, non appena la sua mano sfiora il cane, questo le stacca un dito con un
morso.
"Hai detto che il tuo cane non mordeva!" urla la signora guardandosi la mano
con il dito mancante. E il ragazzino: "Il mio cane non morde, è a casa.
Questo è il cane del mio vicino: è cattivissimo, vero?".

5) In un ospedale: "Dottore, posso fare l'amore con mio marito subito dopo
il parto?". "Certo signora, dia però il tempo all'ostetrica di uscire dalla
stanza con il neonato...".

6) Una ragazza di 18 anni prende la sua prima lezione di guida
all'autoscuola. E' molto emozionata di trovarsi al volante. L'istruttore le
spiega: "Qui devi girare a sinistra ma non dimenticare di far sapere a chi
ti sta dietro che cosa hai intenzione di fare!" La ragazza si volta verso
gli altri allievi seduti sul sedile posteriore dell'auto e annuncia:
"Ragazzi, ora giro a sinistra!"

7) Un carabiniere entra in un bar e chiede: "Posso avere un caffè veloce?"
Il barista risponde: "E' già in macchina!" E il carabiniere: "Ah, okay,
allora torno fuori!"

8) Un signore va dal tabaccaio per comprare un francobollo, e siccome gli
hanno detto che l’uomo è molto sordo, si mette ad urlare – “VORREI UN
FRANCOBOLLO DA 45 CENTESIMI PER FAVORE!!!”.
E lui: “AHOO, MA CHE TE GRIDI!!” urla arrabbiato il tabaccaio – “Non sono
mica sordo… comunque… le vuole col filtro o senza filtro??”

9) Il dottore mi ha detto che devo smettere di giocare a pallone!
- Ti ha trovato qualcosa?
- No, ma mi ha visto giocare.

10) Due amici stanno discutendo: “Ma allora perché sei scappato dalla sala
operatoria prima dell’operazione?” “Perché l’infermiera continuava a
ripetere: – Coraggio, non abbia paura, è un intervento semplicissimo… ”.
“Embè? Non ti ha tranquillizzato?”
“Nooo, perché lo diceva al chirurgo!!!”

11)
Hai saputo, caro? La figlia di Andrea ha 15 anni e non esce mai di casa la
sera". "Lo sapevo che Andrea era un padre come si deve, che ha sempre saputo
dare la migliore educazione ai suoi figli. Pero' io non la vedo uscire
nemmeno di giorno!". "Non può perché deve allattare il bambino!".

12) Un contadino vuol fare uno scherzo ad una delle sue galline e le sottrae
di nascosto un uovo per dipingerlo di tutti i colori. Poi lo rimette in
mezzo alle altre uova e si mette a spiare le reazioni della chioccia. Questa
pero' resta del tutto indifferente. Deluso, il contadino sta per tornarsene
ai suoi lavori, quando vede dall'altra parte dell'aia un gran putiferio: e'
il gallo che riempie di botte il pavone!

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Sport

Un due e tre!"

Di Massimo Vita

Sono  lieto di poter diffondere la notizia dei successi della scuola di ballo che la sezione ha contribuito a far nascere con la preziosa collaborazione di Roberto Girolami, Anna Carciofali, Giorgio Berti e tanti ballerini che permettono ai disabili di ballare, competere e divertirsi.
Dopo i successi nazionali, ancora una volta trionfano nel campionato regionale della Toscana.
Soddisfazioni, allora,  per i ballerini del gruppo senese e mensanino “Se mi aiuti ballo anch'io”
impegnati domenica 10 marzo presso il Palasport di Montecatini Terme al Campionato Toscano 2013
FIDS (Federazione Italiana danza Sportiva). I membri dell'Associazione, dedita all’insegnamento della
danza a persone diversamente abili, sono scesi in pista coadiuvati dall'importante supporto dei tutor
dell’Asa “Mg Siena” e della nostra sezione, cimentandosi nelle diverse discipline della danza sportiva:
danze latino americane, danze standard, ballo da sala liscio, insieme a circa trenta coppie di disabili
provenienti da tutto il territorio toscano.
Le sei coppie Senesi di “Se mi aiuti ballo anch’io” si sono distinte nelle discipline del ballo da sala
(walzer lento, tango, fox trot) combinata nazionale (valzer lento, mazurka, fox trot) e danza latino
americane (cha cha, rumba e jive), conquistando ben 5 titoli di Campioni Toscani.
“Un plauso va sicuramente a tutti gli atleti non vedenti o con sindrome di down che si sono
impegnati con grande entusiasmo raggiungendo l'ennesimo traguardo” spiega il tecnico Giorgio Berti
“Una nota di merito, doverosa, va anche ai tutor che si prestano con dedizione, pazienza, e
professionalità agli allenamenti, incarnando quella che è la vera filosofia e missione dell’associazione”.
“Ci auguriamo” conclude Berti “che dette manifestazioni, possano stimolare la partecipazione ad
attività ludico sportive ed aggreganti come appunto la danza, capace di favorire i rapporti interpersonali
e l’integrazione sociale tra individui ad rischio di emarginazione”.
Di seguito i nomi dei ballerini che sono scesi in pista : Danze latine: Nicola Nelli -Giuditta

 

Spadacci; Ballo da Sala e Combinata Nazionale: Mario Borghi -Lucia Frati, Petreni Maurizio-Chechi
Maria Pia, Fabio Zeppi-Luciana Massari, Ermelindo Falsetti- Zanchi Rosanna, Simone Fani- Giuditta
Spadacci.
Io nel ribadire la soddisfazione per i risultati di questi amici, auspico un sempre maggiore impegno
della nostra organizzazione in materia di sport.
Sarò ripetitivo, ma penso che in un campionato regionale dovrebbe essere rappresentata l’unione ma
anche in questa occasione l’unione era assente. Spero sarà presente ai prossimi campionati nazionali
di Rimini.
 
 
 
 

 

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